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“Guerra e Pace” Cineconcerto

lunedì 21 Settembre, ore 17:00
offerta libera

L’ONU nel 1981 ha istituito la Giornata Internazionale della Pace e nel 2001 l’ha fissata al 21 settembre di ogni anno.

AIPFM (Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica), che da oltre trent’anni promuove in Italia il valore universale della musica guidando il successo della celebre Festa della Musica del 21 giugno, ha ideato il Festival Internazionale della Musica della Pace, trasformando il 21 settembre in un appuntamento fisso in cui l’arte si fa strumento attivo di diplomazia culturale, in una grande mobilitazione musicale collettiva alla quale ha aderito anche la Società Dante Alighieri, che ha invitato i suoi 438 comitati sparsi nei cinque continenti a organizzare eventi da svolgersi quindi in contemporanea nel mondo.

 

Il Comitato di Genova ha ideato e organizzato il Cineconcerto “Guerra e Pace” : una performance di quasi un’ora giocata sul contrasto tra realtà opposte presentate simultaneamente, con la proiezione della copia appartenente alla Cineteca D. W. Griffith – con cui la Dante di Genova collabora da anni – di L’Italia in marcia, raro filmato muto di esaltazione nazionalista e militarista, prodotto negli anni Venti del ventesimo secolo dall’Istituto Nazionale L.U.C.E. (acronimo di “L’Unione Cinematografica Educativa”, istituito nel 1924 con obiettivi di didattica e propaganda dei valori del regime, passato nel 1927 sotto il controllo diretto del Capo del Governo e dal 1936 del Ministero della cultura popolare, il Minculpop), accompagnato in contrasto da un concerto per campane tibetane e gong che ispirano invece pace interiore e universale, eseguito da Georgia Leo mentre sullo schermo passano immagini tragiche o comunque desolanti: dall’entrata in guerra con oltre cinque milioni di giovani obbligati a marciare verso il fronte, fino alla Marcia su Roma.

Si tratta di un filmato molto interessante e quasi inedito, senza data ma collocabile verso il 1924 o ’25; tecnicamente ben fatto con un buon montaggio dei materiali degli Uffici storici delle Forze Armate, sapientemente girati durante la Grande Guerra dalla Sezione cinematografica del Comando supremo. Una testimonianza notevole della propaganda e dell’orientamento del consenso popolare verso i valori del fascismo, con numerose didascalie intrise di retorica nazionalista guerrafondaia e patriottarda esaltanti il sacrificio, la bellezza della guerra e del morirvi, la superiorità della razza e dell’ingegno italico e altre amenità che stanno sempre più tornando di attualità.
Tragico e desolante non per scene di violenza, in realtà assenti a parte una brevissima sequenza con caduti, ma per la rappresentazione dei diversi aspetti della complessa macchina della guerra, con i costosi (e redditizi per chi li produce) armamenti di terra, cielo e mare e la vita grama di sterminate masse di giovani aizzati a odiare il nemico e obbligati ad andare al fronte a farsi massacrare e a massacrare propri coetanei sullo schieramento opposto, per gli interessi non loro ma delle rispettive classi dominanti, con circa 650.000 caduti e 950.000 tra feriti e invalidi fra i nostri,.
Verso la fine compaiono cospicui concentramenti degli sconfitti prigionieri austroungarici e le folle in visibilio a Trieste, a Fiume (dove poi appare anche Gabriele d’Annunzio che issa il vessillo della Reggenza Italiana del Carnaro proclamata nel 1920) e a Roma, col re e poi la celebrazione e tumulazione del Milite Ignoto al Vittoriano nel 1921.
Il tutto si conclude con la Marcia su Roma nel 1922, presentata come naturale epilogo, con la didascalia che recita: “Per sgominare ogni spirito di viltà e di rinuncia la giovinezza della guerra e della vittoria marcia su Roma, in Camicia Nera, con tutti i suoi morti in testa!”.

L’Italia in marcia è il primo atto o sezione del monumentale documentario muto e di propaganda Gloria (noto anche nella versione originaria divisa in atti come Guerra nostra), girato nel periodo della Prima guerra mondiale e successivamente montato e distribuito in riduzioni e materiali d’archivio collegati alle prime fasi storiche dell’attività di documentazione visiva in Italia.

L’affresco originario a 35 mm, che mostra l’organizzazione logistica, gli sforzi collettivi e le infrastrutture militari realizzate nelle zone più difficili del fronte italiano, comprendeva cinque parti: L’Italia in marcia, Il travaglio, Bainsizza, La guerra sul mare e Verso la vittoria.

Riveste un notevole valore storico in quanto rappresenta una testimonianza delle tecniche di montaggio e della costruzione della retorica visiva patriottica del primo Novecento, confluita poi nel patrimonio storico conservato dall’Archivio Storico Istituto Luce.

 

Ferdinando Bonora

Presidente del Comitato di Genova della Società Dante Alighieri

 

Georgia Leo, sound healer e guida in percorsi di riequilibrio psicofisico attraverso il suono. Da anni lavora con gong e campane tibetane per accompagnare le persone verso stati di quiete profonda, dove il sistema nervoso può finalmente rallentare e ritrovare il proprio ritmo naturale.

Il suo percorso nasce dall’incontro tra pratiche di consapevolezza, counseling sistemico e la potenza vibrazionale del suono: strumenti diversi che convergono verso lo stesso obiettivo, aiutare chi vive stress, ansia o difficoltà relazionali a ritrovare centro e chiarezza.

Ritrovare la pace nel suono.

 

Vi propongo un’esperienza un po’ particolare, nata da una domanda:
cosa può accadere quando, davanti alle immagini della guerra, scegliamo di rispondere con la pace?
Sul grande schermo vedremo immagini di guerra che raccontano la violenza, la distruzione, la propaganda e la sofferenza.
Io non cercherò di accompagnarle con il suono.
Il suono non seguirà le immagini.
Non ci saranno gong per sottolineare un’esplosione, né campane per rendere più drammatica una scena.
Ho scelto volutamente un’altra strada.
Mentre davanti ai nostri occhi scorreranno immagini di guerra, io porterò nello spazio suoni di pace.
Le campane tibetane, il gong, le loro vibrazioni e anche il silenzio saranno la mia risposta.
Perché il suono, nel mio modo di viverlo e di proporlo, è prima di tutto ascolto.
È uno spazio in cui possiamo fermarci, respirare, lasciare per qualche momento il rumore dei pensieri e ritrovare un contatto più profondo con noi stessi.
Vorrei quindi creare un contrasto.
Da una parte la guerra.
Dall’altra la vibrazione della pace.
Non per negare quello che vediamo.
Non per addolcirlo.
Non per distogliere lo sguardo.
Ma per provare a tenere aperto, proprio davanti a quelle immagini, un altro spazio possibile.
Uno spazio senza conflitto.
Uno spazio di ascolto.
E forse anche ricordarci che la pace non è soltanto qualcosa che chiediamo al mondo.
È qualcosa che, nel nostro piccolo, possiamo imparare ad abitare.
Io proverò a farlo attraverso il suono.
Le immagini racconteranno la guerra.
Il suono cercherà la pace.
E lascerò che siano queste due realtà così diverse a incontrarsi, senza spiegare troppo.
Semplicemente, ascoltando.
Georgia Leo

 

PARTECIPAZIONE A OFFERTA LIBERA

Dettagli

  • Data: lunedì 21 Settembre
  • Ora:
    17:00
  • Prezzo: offerta libera
  • Categoria Evento:

Organizzatori

  • la Dante-Genova
  • Cineteca D.W. Griffith

Luogo